milton

28/09/2005
1961



( link )

16:43 | varie, musica, cinema, internet | # | commenti (2)

15/03/2005
giant steps

L'artista israeliano Michal Levy ha elaborato un video sulle note dello standard di John Coltrane.
Una struttura architettonica virtuale si sviluppa nello spazio seguendo le architetture complicate del sax tenore: la cosa affascinante è che l'elaborazione grafica non sembra fine a sè stessa, ma dimostra una notevole capacità di condizionare lo stesso ascolto di un brano sentito tante volte, e che è parso arricchirsi di nuovi, minutissimi dettagli.
Provare per credere.

23:30 | musica, internet | # | commenti (9)

17/02/2005
paper-peeper

Se si vuole guardare le prime pagine dei quotidiani di un po' ovunque, o si è interessati al lato grafico della cosa, ora c'è Newsdesigner.com.
Occhio alla colonna di sinistra ( Today's Front Pages ). A me piace molto, ma non faccio testo io che i giornali li compro per accumularli dopo aver dato loro uno sguardo veloce
e vivo
parassitariamente delle rassegne stampa alla radio.

12:25 | internet | # | commenti (3)

25/01/2005
la fòrmica nel caffè

Fòrmica con l'accento. Sarebbe bello se in Italia ci fosse un sito simile a questo. Classic Cafes è la deliziosa casa dei patìti dei caffè londinesi allestiti negli anni '50 e '60, dove appunto domina la Formica. Frequentemente aggiornato, recensisce e descrive oltre 130 locali, accompagnando alla scoperta ( c'è anche un itinerario ad hoc ) di quelli ancora integri e riferendo sulle frequenti dipartite con i tristi rifacimenti.

Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo: è un pò che non ne posso più di locali in stile antico con le boiseries scure e le macchine del caffè Pavoni con l'aquilotto dorato. Atmosfere che non mi appartengono: anagraficamente, i 'miei' posti sono quelli celebrati da Classic Cafes. Anche se ne ho visti pochissimi, chè all'epoca noi, in Italia, eravamo troppo poveri per allestire molti bar à la mode. Quando la pianteranno di smantellarli e capiranno cosa hanno fatto sarà purtroppo troppo tardi.
Li rifaranno in stile, magari, come le sedie di Jacobsen in legno curvato o i lampadari Poulsen.

13:13 | varie, internet | # | commenti (10)

02/12/2004
il buco della serratura

            

Keyhole è conosciuto sopratutto nell'ambiente giornalistico: il grande pubblico ne ha visto alcune immagini alla tv sopratutto dall'inizio della guerra in Iraq ( i principali target dei bombardieri americani, le ville di Saddam, la città di Fallujiah ). Si tratta della mappatura fotografica da satellite dell'intera superficie mondiale, e ad alta definizione. Il database è in continua espansione e comprende, oltre ad una massiccia copertura degli Stati Uniti, molte altre località. Circa un mese fa se ne è parlato per il suo acquisto da parte di Google, che sta investendo l'enorme quantità di denaro realizzata con la quotazione in borsa anche in acquisizioni strategiche, come appunto quella di Keyhole, che è facile prevedere consentirà al maggiore motore di ricerca di implementare le foto satellitari mondiali. Contemporaneamente il prezzo del prodotto base di Keyhole è sceso da 69 a 29 dollari: il bello è, tuttavia, che è disponibile una versione prova gratuita, scaricabile dal sito e valida per una settimana. E' davvero divertente: scegliendo una località tra quelle del database, se ne raggiunge in pochi secondi -girando intorno ad una Terra come vista da una nave spaziale- la verticale e da lì si può zoomare sino a scendere al cosiddetto street level. Ripeto che si tratta di foto a colori, non di grafica : tanto per intendersi, zoomando come ho fatto io su Parigi, poi sul Louvre ed ancora sulla piramide di Pei, la fila esterna all'ingresso si sgrana nei puntini delle persone, ed addiririttura si vedono benissimo, attraverso i vetri della piramide, le file interne alle biglietterie ed il bancone d'ingresso! Occhio alla configurazione minima perchè Keyhole giri: è molto pesante.

16:05 | internet | # | commenti (16)

16/11/2004
do you remember?

Ricordando il trading online. Proposto come il vero stile di vita moderno, da condurre magari in un lounge con sottile laptop sulle ginocchia sdraiati su divani Cappellini, e svanito con l’esplodere della bolla speculativa in borsa del 2000, quando ogni possesso di azioni, anche vendute dopo pochi minuti, si tramutava in una perdita.
Un esercito di recenti appassionati del nuovo gioco si chiedeva come mai i prezzi del titoli tecnologici non finissero mai di scendere, persino quando ridotti al tre, al due per cento di quelli che erano all’inizio dell’anno. Non è vero, come si crede, che sia stato l’attacco terroristico dell’ 11.9.2001 a determinare il crollo delle borse: durava ormai da quasi un anno e mezzo e sarebbe continuato per oltre un anno, determinato proprio da quelli che erano stati l’incessante gioco al rialzo e l’avidità di guadagno di moltissimi titillata dalle indicazioni fuorvianti delle banche d’affari e dei consulenti finanziari. Proprio come nell’Olanda del seicento, quando gli allocchi –come ricorda J.K. Galbraith- vendevano una bella casa sui canali, una carrozza ed una tenuta in campagna per comprare solo una manciata di bulbi di tulipani sperando di rivenderli a prezzo molto maggiore.


16:27 | varie, internet | # | commenti (6)

blog franchising

Fenomeni di concentrazione, forse non evitabili, sono in atto anche tra i blog come è avvenuto in ogni altro settore. E' degli scorsi giorni la chiusura di The Big Smoker, weblog britannico ( award winning ) cui ero affezionato per l'atmosfera tipicamente londinese un po' all'antica, già espressa dal suo logo, la celebre sagoma della centrale elettrica di Battersea di pinkfloydiana memoria. Lo Smoker è stato, per così dire, incorporato per fusione in una catena di blogs americani il cui capofila è il newyorkese Gothamist, divenendo ovviamente Londonist. Accanto ai vari Chicagoist, LAist, SFist, DCist ( ovviamente per Los Angeles, San Francisco e Washington DC ) e Torontoist. Nessuna traccia del vecchio diario artigianale e del sapore cockney nel nuovo ipermercato bloggistico, asettico ed uniforme come tutte le catene, secondo la dinamica del franchising che vuole ogni nuova acquisizione identica alla capofila. Per un'altra rete analoga, appena un pò meno seriale, vedi quella di Gawker media, giunta a nove entità comprendenti il vivace Wonkette!, il porno Fleshbot oltre a Kinja, uno dei primi aggregatori. Banners pubblicitari, stile impersonale: così il futuro prossimo del blogging quale inevitabilmente si paleserà anche in Italia, dove viviamo ancora uno stadio pionieristico paragonabile a quello che furono gli anni '70 per la radiofonia.

01:12 | internet | # | commenti (4)

30/10/2004
high delivery

E' stato appena pubblicato sul suo sito il nuovo gioco di Ferry Halim. Si chiama High Delivery, ed è delicato e poetico come suo solito. Ho già scritto un'altra volta di questo designer di Fresno ed ho sempre qualcosa di suo tra i links a fianco.

18:41 | internet | # | commenti (8)

29/10/2004
tokyo underground

"It is said that 90% of human communication is non-verbal. In these photographs, the body language of the subjects becomes the basic syntax for a series of Web-based animations exploring movement, gesture, and algorithmic montage. Many sequences document a person’s reaction to being photographed by a stranger. Some smile, others snarl, still others perform. The camera, the net, and I are all characters in this setting. The project is not about the transparency of these actors, but about exploring them. This means probing socio-cultural boundaries within our emerging digital environment.
The Stop Motion Studies extend my long standing interest in narrative and, in particular, look at the subway as a stage upon which social dynamics and individual behavior are increasingly mediated by digital technology.
As one of the most vibrant and egalitarian networks in our cities, subways bring people from a wide range of social and cultural backgrounds into close contact with each other. This process plays a significant role in shaping both the character of a city as well as our individual identities".

Bello.



08:10 | internet, fotografia | # | commenti (4)

22/10/2004
lounge your libido

        

Il sesso su internet ha sin qui preso una piega che non mi piace.
Si è trattato finora dell’ennesima occasione perduta, nonostante il mezzo fosse l’ideale per sviluppare l’argomento con la disinibizione, la curiosità e la globalità convenienti. Notoriamente la quantità di sesso sulla rete è immensa, solo vi è divenuto un prodotto, per così dire, di nicchia: la sua redditività è sconfinata e viene conseguita presso un pubblico che –come un tempo quello delle sale a luci rosse- richiede e compra hard-core nelle più minute specializzazioni. La rete sembra disgraziatamente mutuare dagli USA, nell’era di Bush junior, il netto e deprimente spartiacque tra un porno sempre peggiore ed il buffo puritanesimo delle rimanenti risorse.

E' da non crederci, ma è davvero difficile trovare erotismo di qualità che non sia eccessivamente criptico od elitario; un indirizzo cui sono affezionato e che costituisce un punto di riferimento ormai da parecchi anni è Nerve.com.


07:51 | varie, internet, fotografia | # | commenti (11)

12/10/2004
la radio e le spie

Quando sulla gamma delle onde corte
di un apparecchio radio ascolto emittenti lontane e rare, mi càpita spesso di imbattermi in segnali strani ed incomprensibili composti da lunghe sequenze di numeri o lettere, a volte intervallati da frasi musicali ripetitive.

Si tratta di trasmissioni che, spesso, impunemente interferiscono frequenze destinate a servizi pubblici, e che mai rivelano la propria origine e la propria natura come invece sono tenute a fare tutte le altre. Da decenni i servizi segreti di molti Paesi si servono delle onde corte per inviare messaggi ai propri agenti all’estero: si potrebbe pensare che simili forme di comunicazione, note come “Number Stations”, siano ormai obsolete, un fossile della guerra fredda dopo il crollo del muro di Berlino, ma non è così. Si tratta di un metodo semplice ma efficace e sicuro per l’agente, che può ascoltare il messaggio facendo uso di una qualunque radiolina sintonizzabile sulle onde corte, senza modificarla e senza che nessuno possa rintracciarlo proprio perchè sono trasmissioni circolari, e cioè ricevibili da chiunque. Quindi ancor oggi largamente utilizzate.
Qualcuno ha raccolto in quattro cd molte trasmissioni delle Stazioni Numero, che restano uno dei più grandi misteri della radio, con il nome di The Conet Project: parecchie sono ora in rete sul meraviglioso sito Internet Archive.

Il fascino noir di molte di loro è indubbio: all’ascoltatore medio verranno in mente immagini di spie di altri tempi, di radio nascoste in valigette, di antenne filari stese tra le pareti di una stanza... Io trovo affascinanti questi suoni, godibili come tali: inquietanti melodie distorte, numeri e lettere scanditi da misteriose voci femminili o persino infantili in lingue sconosciute o con strane pronunce, il tutto nella risacca dell'evanescente segnale tipico delle onde corte. Ricordate la famosa Radio music di John Cage ? Ad esempio, provate ad ascoltare i files audio d1 1 The Swedish Rhapsody” e sopratutto “d1 7 gong station chimes”: ve li consiglio, magari nel silenzio della notte per un thriller casalingo.



23:49 | internet, radio | # | commenti (14)

26/09/2004
emrooz, rouydad e bamdad

       

 

Mentre il nostro problema è filtrare l'abbondanza di informazioni ed opportunità a disposizione tramite internet, in alcuni Paesi la rete viene filtrata d’imperio, i siti chiusi e giornalisti, bloggers e tecnici arrestati. E’ il caso dell’Iran, dove internet ha assunto un notevole sviluppo anche perché considerato canale informativo più libero dei media ampiamente controllati dal regime islamico, e dove si assiste in queste settimane ad un giro di vite repressivo con la chiusura d’autorità di alcuni siti riformisti ( Emrooz, Rouydad e Bamdad ) e l’arresto di molte persone a vario titolo coinvolte nella loro realizzazione. La vicenda va inquadrata nello scontro in atto tra i conservatori khomeinisti ( la cui punta di diamante è il Consiglio dei Guardiani ) ed i modernisti. Tra questi ultimi persino il fratello, Mohammad Reza, del presidente iraniano Khatami -che ha protestato formalmente per la repressione in atto- ed il vicepresidente Mohammad Ali Abtahi, che è addirittura egli stesso un blogger ( anche in inglese, e che riesce persino di fare lo spiritoso in un contesto del genere ).

Centinaia di bloggers anche occidentali hanno in corso una campagna di solidarietà verso i siti iraniani chiusi, anche pubblicando i loro post ed assumendone i nomi ( come ha fatto Avy, cui debbo la segnalazione ). L'iniziativa è seguita in Iran e non è priva di peso nell'evolvere della faccenda.
Milton vi aderisce, consapevole del rilievo che la faglia iraniana tra islamismo radicale e democrazia ha in quell’area mondiale e dell’importanza che possono avere gli esiti dello scontro anche per il futuro dei Paesi confinanti, che in questi giorni tanto ci sta a cuore.

Per iniziare a documentarsi sulla vicenda: un'ottima cronologia (Bbc) della storia recente dell’Iran; il blog di Hossein ‘Hoder’ Derakhshan (persiano residente in Canada ), molto bello e preziosa miniera di links ; Stop Censoring Us, sito specializzato ; IranFilter, blog collettivo incentrato sull’Iran e realizzato in stile MetaFilter.


11:47 | politica, internet | # | commenti (7)

16/09/2004
i bassifondi di internet

   

Gli ultimatum degli ultimi giorni sono, come ormai tutti sanno o dovrebbero sapere, solo interventi anonimi e non verificabili in message boards islamiche.
Di lavagne del genere è piena la rete, e parecchio tempo fa mi venne voglia di farmene un'opinione di prima mano, esperienza che mi torna utile oggi in cui impazza la polemica su pretese guerre di religione e lo sport più di moda è la ricerca col lanternino dell'islam moderato.
Il sito, Ummah.com, con sede non si sa dove ( secondo me nel Regno Unito ), si presenta bene e si definisce "umile sforzo per fornire servizi alla comunità islamica mondiale e a chi è interessato a conoscere l'Islam". Apparenza pacata, frequenti seminari con vari iman, citazioni dotte. Dispone tra l'altro di una chat che quando ci sono andato io non richiedeva registrazione. La chat, in inglese ed arabo, è molto efficiente: il nuovo chatter sceglie non solo il nickname ma anche un'iconcina tra quelle disponibili ( in gran parte simboli islamici come la grande Moschea di Al Kuds, scimitarre, bandiere nere ). Opta poi per una delle stanze, alcune delle quali sono private e riservate non si sa a chi. Scelgo, tra quelle libere, la più frequentata. "Moderata" in modo apparentemente severo, è intercalata con versetti del Corano ( in automatico? ). I chatters sono quasi tutti musulmani e scelgono nick 'aggressivi' che fanno scoperto richiamo ai concetti di Guerra santa, combattente di Allah, etc. L'accoglienza è molto cordiale sino a quando vieni ritenuto un musulmano.



08:50 | politica, internet | # | commenti (14)

10/09/2004
dimmi con chi mangi

Ho notato che qualcosa di certamente politically incorrect è citare, linkare o spedirsi via email articoli e foto di Dagospia.
Il gossip, i banners animati porno, le foto licenziose, l'aura qualunquista fanno sì che il sito sia molto letto, ma da fantasmi che non ne fanno cenno con alcuno, nè citano la fonte di fatti di cui parlano come se li avessero appresi da un misterioso amico pettegolo.
D'Agostino mi è sempre stato antipatico, ma da tempo penso che sia una lettura indispensabile: il teatrino della politica e della finanza trova infatti in Dagospia il suo contravveleno. Ad esempio, molte volte ho preveduto le scelte politiche di qualcuno e capito il bluff per averne potuto seguire le frequentazioni e capire in profondità il personaggio. Il leader verde che si fa sposare in chiesa da un cardinale e si dimostra democristiano e papalino quant'altri mai, la famiglia del capo comunista che, come l'avvenente ex anchorwoman oggi icona ulivista, non perde un party dell'entourage andreottiano e scende a cena al Bolognese di piazza del Popolo con il suo parterre di 2 vip/mq., la nobiltà nera romana frequentata e coccolata più che mai dai politici di ogni colore, eccetera.



13:53 | politica, internet | # | commenti (21)

01/09/2004
the charles dickens page

Conoscete Charles Dickens Page, il bellissimo sito di David Perdue sullo scrittore inglese? Non scopro nulla: pluripremiato, è un perfetto viatico per iniziare la lettura di Dickens anche non conoscendone nulla; è pure perfetto per chi già ne conosca l'opera e voglia deliziarsi con mille dati, anche minuti, e fantastici strumenti come la mappa della Londra dell'epoca, con i luoghi di Dickens e dei suoi personaggi. E poi gli illustratori storici dei suoi libri, il suo ambiente, miniere di links. Il tutto in pagine fitte e ricche di belle immagini.

00:36 | libri, internet | # | commenti (6)

30/08/2004
baldoni a cuba

             

"E' vero, in un certo senso quello che scrivo è superficiale. E' certamente un mio limite: non sono attrezzato per l'approfondimento e l'analisi, sono per mia natura più ricettivo alle emozioni e alle sensazioni. Come diceva Fowler, il cinico e stagionato protagonista del "quiet american" di Graham Greene "io non sono un giornalista, sono solo un fottuto reporter: non faccio approfondimenti, mi limito a raccontare quello che vedo e che mi lasciano vedere" ( Enzo Baldoni, nel Forum di "KubaKuba", 6.11.2003 )

Tra i commenti al mio post di qualche giorno fa su KubaKuba, il blog del viaggio di Enzo Baldoni nell'Isla ( e scritto quando ancora non si sapeva del suo rapimento ), ne trovo uno di Cubanite. Ritenendosi il ( od uno dei ) blog cui mi riferivo, e definendo 'interessante' il blog di Baldoni, l'autore con tono cortese mi dice di non essere certo che io abbia 'letto tutto' KubaKuba, chè Baldoni vi manifestava 'dubbi' mentre io avrei 'solo certezze', e chiede donde le tragga nonchè se io sia viaggiatore e conoscitore di Cuba.
Raccomando a tutti vivamente la lettura ( che ora, dopo la sua morte, acuisce il rimpianto ) del blog cubano di Enzo Baldoni: io l'ho letto tutto a suo tempo e riletto ora, non ci vuole molto perchè il suo viaggio durò poche settimane. Furono sufficienti a Baldoni a farsi l'idea che, con le sue solite onestà intellettuale e sensibilità, trasmise ai lettori.


13:55 | politica, internet | # | commenti (20)

26/08/2004
their circular life

                           

Their Circular Life è una videoinstallazione interattiva per il web creata da due artisti modenesi: lo spettatore, azionando un timer con il mouse, scorre l'intero arco delle 24 ore, immergendosi nella ruotine quotidiana di immagini e suoni di un luogo. Il progetto è open source, quindi si richiede la collaborazione di chiunque possa scattare nella località preferita 24 foto distanziate di un'ora e raccolga il relativo audio. Purtroppo al momento si è fermi a cinque locations, quasi tutte modenesi, e l'iniziativa abbisognerebbe con urgenza di un rilancio. Si tratta di un sito incantevole, secondo me una delle più affascinanti e poetiche cose reperibili sulla rete. Ogni tanto, per esempio, quando ho nostalgia di Venezia vado in uno dei suoi posti più genuini e belli, campo S. Barnaba ( nella foto sopra ), ed è praticamente come esserci.

22:15 | arte, internet | # | commenti (2)

23/08/2004
google talk

Douwe Osinga, olandese, lavora come engineer presso Google. Ha, tra l'altro, un bel blog all'interno del suo sito che è tutto da visitare. In particolare la sezione Projects mi sembra una miniera d'oro. Non saprei davvero da dove cominciare: io ho iniziato da un gioco, Google Talk. Si può usare Google come un oracolo, digitando qualche parola e lasciando che lui continui. I risultati sono spesso divertenti e non di rado sorprendenti.

00:58 | internet | # | commenti (5)

22/08/2004
kodomo no kuni

         

Kodomo no kuni ( la terra dei bimbi ) era una rivista giapponese per bambini pubblicata dal 1922 al 1949. Espressione di un'orientamento educativo modernista, era quanto di più avanzato offrisse all'epoca il Giappone.
Sono visitabili online -anche con testo in inglese- molte interessanti illustrazioni tratte dai numeri degli anni '20 e dei primi '30 del secolo passato ( qui e qui belle introduzioni, qui invece il miglior indice per la navigazione ).
Ho trovato incantevole, sopratutto, la sezione "Children's Songs" ed in particolare la canzone del 1924 "This Town, That Town" di Nakayama Shinpei, con bella illustrazione di Okamoto Kiichi, che non ci si stanca mai di ascoltare e vale da sola la visita.
Shinpei scrisse circa 800 songs per bambini, a questo punto sono preso dalla voglia di sentirle. Temo non sarà facile.




01:36 | arte, internet | # | commenti (3)

21/08/2004
baldoni

Scrivevo nei giorni scorsi dei bellissimi blog di Enzo G. Baldoni, ora a Najaf.
I notiziari di stamane riferiscono che da 24 ore non si hanno notizie di lui e rassicurano sul suo probabile trovarsi in una zona d'ombra telefonica, ma ciò che mi preoccupa è che il blog di un tale Justin Alexander, altro freelance recentemente tornato dall'Iraq e con contatti in loco, afferma che la sua auto sarebbe stata colpita da una bomba, il suo autista Ghareeb ucciso ed egli stesso rapito da banditi.
Il post è intitolato A True Martyr ed è stato linkato da Pucci qualche attimo fa. Non è specificata la fonte. Mi preoccupano anche le allarmate richieste di notizie di Daniela Ceglie, la collaboratrice di Baldoni che cura l'edizione di Bloghdad.
Spero proprio non sia vero e che Baldoni e Ghareeb stiano bene.

Aggiornamento delle 18.00: La webmaster del blog di Baldoni riporta la notizia -da fonti della CRI locale e della Mezzaluna Rossa- che purtroppo sarebbe tutto vero.




10:23 | politica, internet | # | commenti

20/08/2004
il gioco delle parti

      

Non conoscevo KubaKuba, il blog del viaggio di Enzo G. Baldoni nell'isola caraibica, e l'ho scoperto con Bloghdad, il suo attuale diario dall'Iraq. Penso si tratti di una lettura indispensabile e sconvolgente. Quel che qui preme dire non è tanto che Cuba è un inferno non solo per i dissidenti politici o gli omosessuali sbattuti in galera senza garanzie e dimenticati, ma anche per la gente comune. Non che è un Paese poverissimo, in cui la miseria sconfina nel degrado morale e nella perdita di ogni dignità personale. Non che è un bordello a cielo aperto, in cui decine di migliaia di donne si vendono e vendono i propri bambini a chiunque. Tutto ciò è comune ad altre realtà del centro-sudamerica e non solo, dove la sovranità è sempre stata di governi amici degli USA, che con il tiranno Castro recitano invece da decenni un gioco delle parti comodo ad entrambi ed alla delinquenza di chi sgavazza su un'atmosfera ammuffita da finta guerra fredda, con un embargo ridicolo che funge da alibi per l'ennesima bancarotta di un sistema socialista.

12:16 | politica, internet | # | commenti (4)

19/08/2004
rio

     

L'altra mattina in Radio3 Scienza si parlava delle funzioni cerebrali coinvolte nella percezione visiva. Daverio osservava che una foto a colori ad alta definizione non è quanto di più evocativo della realtà, sopratutto a confronto dell'arte, che al processo di ricostruzione del reale -il quale avviene, com'è noto, nel cervello mentre pochissime informazioni fornisce l'occhio- apporta elementi ben più utili perchè fanno più direttamente appello alle emozioni ed alla memoria.
Simili riflessioni si fanno guardando le foto di Claudio Edinger, ed in particolare la sua splendida serie "Rio". Immagini in bianco e nero, deformate, piccole, sfuocate eppure -molto più che nelle solite cartoline- la gente, l'umidità, il sole, lo stordimento della metropoli brasiliana ci sono tutti, miracolosamente.


14:04 | internet, fotografia | # | commenti

17/08/2004
balkan portraits

                   

Le fotografie scattate nel Balcani dal 1906 al 1910 da Fritz Wentzel, chimico, ottico e pioniere dell'arte fotografica.
Alcune di esse, bellissime, sono visitabli online e documentano la tranquilla vita di quelle popolazioni in un momento storico di pacifica convivenza tra etnie e religioni diverse. Nella foto che ho scelto, che trovo emozionante ed è tra le mie preferite, un'imbarcazione dalmata come quelle che dal medioevo e per secoli avevano condotto il traffico marittimo da e per Venezia.
Pensando a Paolo Rumiz ed ai suoi affascinanti viaggi estivi descritti su Repubblica, come quello di quest'anno
, per la prima volta via mare, proprio da quelle parti.



16:08 | internet, fotografia | # | commenti

15/08/2004
bloghdad

Potrei non essere perfettamente d'accordo con le opinioni di Enzo G. Baldoni sulla guerra in Iraq, ma ha un blog bellissimo.
Le opinioni sono una cosa, la cronaca altro, e Baldoni fa il reporter nel miglior senso della parola.
La verità dei fatti non deve essere temuta da nessuno, perchè è la base su cui i giudizi e le decisioni devono essere presi. Ed in Bloghdad ci sono fatti, almeno quelli che cadono nel campo visivo di Baldoni.
Un'altra volta mi andrà di scriverne, e sopratutto di scrivere dell'altro suo incredibile blog, KubaKuba.
Ora sono senza fiato, e basta.

( grazie a Pucci )





10:13 | internet | # | commenti

07/08/2004
diario da baghdad

                

Circa un anno fa un artista newyorkese, Steve Mumford, raggiunse con i propri mezzi l'Iraq e da allora tiene un diario, Baghdad Journal, scritto e dipinto con la tecnica dell'acquerello.
Sia i suoi scritti che gli schizzi -che mi piacciono molto- sono di grande leggerezza e nella piena tradizione anglosassone di un reportage vivido, rapido ed esente da retorica.
In giro per tutto l'Iraq ed a contatto con i militari della coalizione anche in piene operazioni e con la gente comune, riprendendo i carri armati, i campi militari, gli ufficiali, i soldati in relax ed a letto, i mercati, le strade e le piazze irachene, e poi venditori di tè, operai al lavoro, persone arrestate, incontri con gli imam e molto altro.
Dedicato ad un blogger acquarellista, che gradirà senz'altro la segnalazione.

19:18 | arte, internet | # | commenti (6)

05/08/2004
the look of love

                    

L'ascesa ed il tramonto della well-crafted newspaper strip dal 1947 al 1970: un bellissimo articolo, ricco di immagini tratte dai giornali d'epoca, è sulla rete con il titolo bacharachiano di The Look Of Love.
Il profilo dei singoli disegnatori, il rapporto con la fotografia ( il lancio della polaroid fu nel dopoguerra decisivo per il lavoro degli artisti, di qualità fotografica ), con il cinema ( la popolarità dei disegni era tale che essi servirono a promuovere note commedie hollywoodiane e non di rado influenzarono il casting, come nella scelta di Connery per il primo Bond ), quello con la giovane televisione. L'inevitabile declino. Oggi è più facile imbattersi nelle citazioni di comics contenute nei quadri di Lichtenstein che negli originali.
In uno strano pomeriggio di tuoni e scrosci temporaleschi, mi sono perso tra le molte pagine del sito. Le strips sono cliccabili e leggibili.



19:26 | arte, internet | # | commenti (1)

24/07/2004
accendere una stella

( Questo blog resterà aperto anche ad agosto. Se replico un post del mio primo, Radioandorra, non è perchè in estate si debba riciclare come alla tv, ma perchè penso si tratti di un gioco davvero bello, e che questo ne sia il periodo più adatto. La mia entry, infatti, era del 17 febbraio, ma è in queste serate che si sta insieme all'aperto e ci si accorge del cielo. E questo è uno dei suoi fenomeni più fascinosi ed ancora meno conosciuti. Di altre meraviglie del sito Heavens Above parlerò un'altra volta ).

Ora vi insegno un bel gioco per l'estate, meglio per qualunque serata di cielo sereno. Dovete sapere che in orbita intorno alla Terra ci sono, tra gli altri, alcune decine di satelliti per comunicazioni telefoniche cellulari della IRIDIUM LLC. Piuttosto piccoli,
e quindi normalmente invisibili dal suolo, sono fatti proprio come si vede qui, ed in particolare hanno tre antenne inclinate di teflon argentato fortemente riflettenti i raggi solari. Sta di fatto che in certe condizioni il riflesso di un'antenna ( grande circa quanto una porta ) di uno di questi satelliti colpisce proprio la zona terrestre dove siamo noi, provocando un meraviglioso fenomeno chiamato "flare", appunto "Iridium flare". In pratica in una zona del cielo e ad un'ora prevedibili e previste si accende quella che sembra una "stellina" che in pochi secondi diventa un bagliore sorprendente prima di decrescere e sparire. Il fenomeno riguarda, ogni volta, una superficie terrestre di pochi chilometri: allontanandosi diventa progressivamente più debole. C'è uno straordinario sito web di nome Heavens Above
che in pochi secondi, e for free, permette, digitando il nome della località in cui ci si trova ( tra le migliaia di un grande database ), di conoscere con largo anticipo l'ora, i minuti ed i secondi dell'apparizione, il suo esatto orientamento, l'altezza sull'orizzonte, l'intensità.
Se il cielo è sgombro da nubi, l'effetto è sbalorditivo: un gioco da fare, magari, osservando lo stupore dei bambini, ed una delle cose che fanno scoprire il cielo notturno e riflettere su quanto lo ignoriamo, nascondiamo ed inquiniamo.

( Istruzioni per l'uso: sulla homepage, click su "select", poi scegliere il Paese, quindi digitare la propria località nella stringa; confermare. Nella main page, scegliere l'ambito temporale della previsione tenendo presente che più basso è il valore di magnitudine, più luminoso è l'evento; p.e., un lampo di mag. -8 è 100 volte più luminoso di uno di mag. -3. Per farsi un'idea, l' iridium flare più luminoso è di -8 laddove Venere ha mag. massima -4,4 e la luna piena -12,7. Dove abito io, stasera c'è un lampo alle 20.30 di magnitudine -8, quindi massima, esattamente ad est e con 70° di altitudine sull'orizzonte, cioè circa due palmi dallo zenit. La gente, grigliante, griderà all'ufo o ad un enorme meteorite, e lo racconterà per tanto tempo: gli happy few staranno seduti, meglio se con lo schienale reclinato, a guardare quell'alta zona di cielo godendosi lo spettacolo, puntuale al secondo. Fatemi sapere ).



00:08 | internet | # | commenti (16)

13/07/2004
il candidato in soggiorno

"The idea that you can merchandise candidates for high office like breakfast cereal is the ultimate indignity to the democratic process."
( Democratic candidate Adlai Stevenson, 1956 ).

Sul sito dell'American Museum of Moving Image è aperta una interessante mostra online intitolata "The Living Room Candidate". Si tratta di più di 250 commercials tv, pari a oltre quattro ore, relativi a tutte le elezioni presidenziali USA dal 1952 al 2004. La mostra è dotata un ottimo apparato informativo e di ricerca. Innumerevoli sono le chicche, come il primissimo jingle di Eisenhower creato da Walt Disney nel 1952 ( "I Like Ike" ), lo spot del 1960 con Jacqueline Kennedy che fa appello ai chicanos in un incerto spagnolo o quello, sempre del 1960, di JFK con Harry Belafonte.


00:08 | internet | # | commenti (4)

08/07/2004
the perfect remedy for stress

                    

In Egitto, nel NE della penisola del Sinai, a 30 km. dalla frontiera con Israele, Basata è un eco-lodge. "The perfect remedy for stress", villaggio di capanne sulla sabbia sottile, incorniciato dalle montagne di fronte alla barriera corallina ed alle acque blu-turchese del mar Rosso. Fondato da un giovane ingegnere cairota, vanta un esemplare rapporto con l'incontaminato ambiente circostante, perfetta gestione di rifiuti e reflui, organizzazione ispirata a stile di vita spartano e rispettoso della tranquillità e della privacy. Niente luce artificiale, niente vendita di alcoolici, niente apparecchi radiotv, bibliotechina di libri in inglese. Il posto è chic ed assai lodato e coccolato dagli ambientalisti, meta di clientela internazionale colta ed interessata ad una vacanza consapevole e compatibile. Francamente un paradiso, l'ideale della vacanza al mare, come si leggeva nei posts entusiasti di un blog italiano basato in Egitto. La vera chicca però, quello che secondo la blogger "previene un sacco di tensione" e cui forse si deve l'atmosfera idilliaca, è che in questo paradiso non sono ammessi gli israeliani. Trattandosi di un posto tollerante ed animalista, probabilmente i pets sì, ma non gli israeliani. No, avete capito male: non gli iscritti al likud o i militari reduci da Gaza che abbiano appena dismesso fucilone e bulldozer, ma proprio gli israeliani tout court, quella gente lì con la stella di Davide, vedere passaporto prego. Scelta sacrosanta: quando potevano entrarci erano liti continue, pare ( "Il livello di informazione di chi frequenta un posto come Basata è alto", diamine, spiega la blogger ). Ora quella genìa è bandita, e se ne compiacciono il giornalista tv tedesco, l'ingegnere informatico canadese e la blogger italiana chiaccherando tranquillamente. E godendosi la luce corallo e la musica della risacca in questo posto che, così liberato, è la rivelazione del paradiso di Hamas, quello del mondo senza Israele e sionisti.

Spero che la gente che davvero vuole andare in vacanza senza lasciare morale e decenza a casa si informi se dove è ospitata vi siano squallide discriminazioni come quelle di Basata. Io voglio stare solo dove possono entrare anche i miei fratelli e sorelle ebrei e con passaporto israeliano. Come ogni anno di questi tempi i media additano albergatori stronzi che respingono ospiti in sedia a rotelle, così mi piacerebbe si facesse con gli illuminati e progressisti gestori del 'paradiso' di Basata. Ed attenzione, chè il grande Reich tedesco aveva splendidi servizi, scuole, strutture turistiche; solo, non aperti esattamente a tutti.

16:21 | politica, internet | # | commenti (36)

02/07/2004
ferry halim

                                      

Non sono mai stato un fan dei giochi per il computer.
Di Supermario apprezzavo sopratutto le nuvolette: sarà pe
r questo che mi piacciono i giochi di Ferry Halim, un trentenne designer freelance di Fresno, Calif. I suoi sono quelli più dolci e poetici, che conducono la tecnologia macromedia flash -usata in modo tutt'altro che spinto- ad esiti sorprendentemente distensivi e quindi opposti a quanto accade di solito. Lo stile è minimalista, l'ispirazione naturalista; le musiche ricordano spesso certe atmosfere alla Vince Guaraldi delle pellicole Peanuts di fine '60/inizi '70. Qualche tempo fa misi tra i links Floats e mi sono stati riferiti casi di gioiosa dipendenza: io continuo ad avere tra i favoriti ( ma c'è davvero l'imbarazzo dela scelta ) Pocketful of Stars, forse perchè mi sembra un tributo al pianismo di Bill Evans e pienamente jarrettiano ( The Melody At Night With You, per intenderci ). Ora è appena uscito un suo gioco nuovo che si chiama Wake Up Calls ed è bellissimo proprio come le altre cose di Ferry Halim. Buon weekend.


18:20 | internet | # | commenti (9)

 




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