milton

12/06/2005
la cura

accattoneTemo ci si accinga a perdere ancora una volta i referendum. Era già chiaro stamattina, quando ho trovato i seggi vuoti, e lo è ancora di più quando è nota l’affluenza alle 12 ( il dato che ho a disposizione mentre scrivo ). Non ci si poteva forse attendere altro. Le ragioni sono molteplici e la loro evidenza acceca. In primo luogo, semplicemente va rilevato che i referendum, da dieci anni a questa parte, non raggiungono il quorum. Punto. Sarebbe la quinta volta consecutiva che la consultazione referendaria fallisce per tale motivo. E non è necessario che scenda in campo il papa perché ciò avvenga: sono sufficienti le associazioni dei cacciatori, come nel 1997. Sembra realistico osservare, ormai, che tale è il disinteresse dell’opinione pubblica ( da intendersi nel senso di inerzia, di abulìa, di inazione più che di semplice disattenzione ) e così forte lo zoccolo duro di astensione fisiologica che non è in realtà necessario un impegno apertamente astensionistico di importanti soggetti. Basta che non scatti un forte impulso protestatario di segno qualunquistico o la percezione da parte di grandi fasce di popolazione che vengano il giuoco interessi personali immediati. Come per il divorzio, come per l’aborto. Non è stato sufficiente per la fecondazione assistita ( evidentemente ritenuta tematica ‘di nicchia’ ) e la ricerca sulle staminali embrionali ( percepita alla stregua di  ‘pie-in-the-
-sky’,  come dicono gli americani ). Tale è lo stato in cui versa la gran parte della gente, che essa è raggiungibile solo attraverso i programmi imbecilli e volgarissimi che segue in tv. Avrei dovuto capire già l’altra sera che aria tirava, quando ero in una trattoria con in un angolo un televisore acceso su uno di quei programmi di prima serata, popolato da bellimbusti lampadati dalle sopracciglia tirate e da squinzie vogliose. Dal mio tavolo vedevo diverse coppie sedute di fronte, non intente a conversare o guardarsi negli occhi ma come ipnotizzate dallo schermo. Fisicamente sovrapponibili a quelle sullo schermo. Ecco, quello che non avviene lì è come non esistesse, riscuote al più il 6-7 per cento di share ed il 25-30 per cento di affluenza alle urne. In secondo luogo: da mesi a questa parte tutti i media, senza eccezioni, stanno attuando una formidabile, gratuita campagna di promozione vaticana e clericale. Ad essa hanno tenuto bordone, se non ne sono stati magna pars, i cc.dd. laici: ricordo interminabili dirette del tg3 con volto smagrito ed ascetico di giovane giornalista in piazza s. pietro, e persone che non conosco come religiose che improvvisamente mi dicevano di voler andare a roma per fare dieci ore di fila e passare davanti al feretro di un papa di cui avevano tante volte stigmatizzato le posizioni retrograde ed opportunistiche. Ricordo la gara a contendersi nella legiferazione benemerenze vaticane persino da parte di leaders anticlericali. Beh, il popolo ha scarsa od inesistente memoria ma s’affeziona ed agisce d’impulso: come subissò di voti nel 1984 i comunisti dopo averne visto morire sul palco il segretario nazionale, così oggi il papa tiene le redini del suo cuore. Purchè pretenda un impegno facile e piacevole come andare oggi al mare, chè se chiede di più colleziona flop anche lui, come a bari due settimane fa, quando la sua buffa vetturetta vetrata procedeva -ad onta della grandeur organizzativa a spese dell'erario dello stato- in una piazza semivuota. Ma quel che più conta -e temo conterà anche in questo risultato elettorale- è la distanza del dibattito dalla realtà sociale: mentre la politica non ha occhi ed orecchi che per le poltrone rai e le recriminazioni sui reciproci spazi televisivi, generazioni intere vengono svezzate ed educate da un’unica, orrenda nurse che ne fa dei qualunquisti, dei pupazzi ridicoli, dei cinici strafottenti se non dei criminali. La mutazione genetica del nostro popolo, il cui identikit non comprendiamo nel suo insieme pur sommersi dai dati concordanti che ne descrivono il degrado, continua nella direzione prefigurata da p.p. pasolini ormai trent’anni fa quando chiedeva provocatoriamente l’abolizione della tv e della scuola dell’obbligo, evidentemente intendendo suscitarne di radicalmente diverse. I risultati dei referendum sul divorzio e sull’aborto, generalmente ascritti ad acquisizione di massa dei valori laici e liberali, vanno alla luce di quanto sta accadendo rivisitati e forse derubricati a manifestazioni di incipiente conversione ad un modello edonista piccolo-borghese ( l’imponderabilità morale di cui scriveva pasolini, l’essere sospesi tra la perdita di vecchi valori e la mancata acquisizione di nuovi ). L’abolizione del quorum referendario o quantomeno il suo ripensamento come, ad esempio, nello statuto della regione toscana ( dove è automaticamente collegato ai votanti nelle precedenti elezioni ) potrebbe essere un palliativo per ridare senso ad un istituto ormai schiavo dei condizionamenti televisivi, ma certo sarebbe tempo di curare la malattia, non solo i più evidenti tra i suoi sintomi.

16:25 | politica | # | commenti (17)


Commenti
#1    12 Giugno 2005 - 19:30
 
duecci:

HO LETTO CON MOLTO INTERESSE QUESTO POST.

A PRESTO.
utente anonimo

#2    12 Giugno 2005 - 21:03
 
Mi sembra giusto rivedere il criterio del quorum. Ho capito che non ce l'avremmo fatta quando mio suocero (che abita in un paese campano di 2000 anime) ha telefonato a casa per dire a mia moglie che al paese nessuno avrebbe votato....credo che (fermo restando le considerazioni da te fatte) la Chiesa questa volta abbia proprio esagerato e ciò dovrebbe costituire materia di seria riflessione.Ciao. Alain
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#3    12 Giugno 2005 - 23:22
 
Ineccepibile.

un abbraccio,
JimMomo
utente anonimo

#4    12 Giugno 2005 - 23:35
 
ciao duecci, alain, jim momo.
Il dato serale di affluenza è così basso da rischiare di andare oltre le peggiori previsioni con una grave conseguenza politica: davamo per scontato che, quand'anche non si fosse raggiunto il quorum, la vittoria delle astensioni avrebbe dovuto essere disaggregata, depurando il dato astensionistico dell'apporto dei bagnanti e tirando le somme che avrebbero facilmente visto prevalere i "sì" rispetto alle astensioni motivate ("no" sostanziali). Invece pare che queste ultime possano essere largamente prevalenti rispetto ai sì, con dirompente risultato politico favorevole al mantenimento integrale della legge ed ai suoi corollari...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente .Milton

#5    13 Giugno 2005 - 11:42
 
che Amarezza.
utente anonimo

#6    13 Giugno 2005 - 15:20
 
caro milton, che botta...

mi darò al televoto anch'io.

Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente avy

#7    13 Giugno 2005 - 16:41
 
Se penso che Pasolini scriveva 30 anni fa mi vengono i brividi: il consumismo, la falsa tolleranza (permissivismo), la scuola, la televisione e i suoi modelli oggi sono cento volte peggio di quanto vedeva il veggente Pier Paolo.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente giannitos

#8    13 Giugno 2005 - 17:45
 
ciao a tutti, vorrei dire la mia.
Quanto successo riguardo ai referendum, a mio avviso, significa che:
1) biaogna ristudiare l'istituto referendum, stabilendo un più alto numero di firme per la proposta (ad esempio, 3.000.000) ed abrogando il quorum del referendum. Almeno, sapremo subito se agli italiani interessa il referendum oppure no;
2) sarebbe utile pubblicare i nomi degli scienziati e medici che si sono pronunciati per l'astensione, indicando a fianco le partecipazioni in cliniche e centri per l'infertilità situati all'estero;
3) nessuno mi toglie dalla testa che gli italiani accorrerebbero a votare in un referendum avente per oggetto il seguente quesito: siete favorevoli ad abrogare una legge la quale vieta la tecnologia che permette di scaricare sul proprio telefonino i ruttini dei protagonisti dei reality show?
4) ovviamente, dal prossimo modello unico l'8 per mille va alla chiesa valdese;
5) d'ora in poi, quando mi telefonano in studio (sono avvocato) per chiedermi l'euro per la lotta ai tumori, la distrofia ecc., risponderò di andare a bussare alle tasche di Ruini, Rutelli e Giovanardi, che se ne intendono.
Sono schifato. E Pasolini mi manca molto.
Ciao.
Gianluca
utente anonimo

#9    13 Giugno 2005 - 18:23
 
Che tristezza caro Milton. E il tuo post è lucido nella sua spietata analisi di come gira l'Italia, e non da oggi. L'annullamento del referendum contro la caccia non mi è ancora andato giù, e adesso si aggiunge anche questo. Ciao
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente emanuelazini

#10    13 Giugno 2005 - 20:01
 
emanuela, quel referendum andò particolarmente di traverso pure a me, anche per possedere un fondo sistematicamente percorso da vandali muniti di doppietta. Anche allora, nonostante la scelta fosse tra uccellini e doppiette e queste ultime siano ad occhio e croce non più di un paio di milioni, non andò a votare più di un italiano su quattro, se ben ricordo. E non c'erano in ballo il papa, i diritti dell'embrione etc.
gianluca: d'accordo su una rivisitazione del quorum ed anche su un ( più contenuto, però ) aumento del numero di firme per i promotori, purchè con vaglio di ammissibilità preventivo da parte della Corte costituzionale ( semmai, dopo la raccolta di una prima tranche di firme). Per il resto, il mio otto per mille va agli altri culti da un pò, ma anche questo è tasto dolente: i valdesi sono trentamila mi pare, e non li fila proprio nessuno. Troppo civili evidentemente, moderni, troppo profondi e "freddi" per il nostro popolo che della religione se ne frega ma le richiede tradizione, atmosfere morbose e riti ancestrali ed ampollosi con cui celebrare ricorrenze mondane.
gianni: la riflessione di p.p.p. in tema sembra in effetti pienamente attuale. Naturalmente non ha potuto assistere al mutamento della tv a seguito della sua parziale privatizzazione con l'avvento di fininvest, ma tutto sommato quella non ha fatto che rendere tumultuoso l'evolvere di ciò che già lui denunziava.
avy, skunk: Ci sono rimasto male sino ad un certo punto. Anzi, in quelle percentuali ho riconosciuto proprio la gente che conosco: sarebbe stato un risultato diverso che mi avrebbe costretto a riconsiderare tante cose. E poi, come si dice, non tutti i mali vengono per nuocere. Quelli del venticinque per cento possono guardarsi negli occhi e scoprirsi "partito", lievito di una possibile riscossa, su un fronte ben più ampio, no?
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#11    13 Giugno 2005 - 20:22
 


il fatto è che molti referendum - con quorum raggiunto - siano stati disattesi da tutti i governi.. (privatizzazione della rai votata e mai fatta, finaziamento pubblico dei partiti abolito e reintrodotto più pesante di prima, abolizione del ministero dell' agricoltura ripristinato sotto altro nome..)
giusti o sbagliati che fossero..
se non vengono recepiti i risultati dei referendum, ma solo quelli graditi a chi governa... che vale andare a votare?
infatti da dieci anni non si raggiunge più un quorum..
il qualunquismo è in alto, insieme alla disonestà, non credo in basso.
utente anonimo

#12    13 Giugno 2005 - 20:36
 
verissimo quanto dici, cui potrebbero aggiungersi altri casi ( la responsabilità civile dei magistrati, ad esempio ). Non credo che considerazioni come la tua, però, siano state determinanti, chè mi risulta per certo non far parte della memoria storica e del bagaglio culturale dell'elettorato, nè del dibattito referendario. Certo, se -come capita regolarmente- il referendum viene vissuto come una specie di ricreazione in cui si abborraccia una posizione di partito qualche giorno prima del voto ( oggi addirittura a volte non si fa neanche finta e si stacca il telefono, partendo per Creta o la Costa Smeralda ) persino in contrasto con quella assunta a suo tempo allorchè fu approvata la legge della cui abrogazione si tratta, va da sè che il parlamento andrà a digerire facilmente il corpo estraneo rappresentato da un esito eventualmente positivo della consultazione. Anche perchè a volte il comitato promotore non annovererà neanche deputati o senatori, come oggi non ne contano i radicali
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#13    13 Giugno 2005 - 21:31
 
Dopo la sconfitta,elaborato il lutto,bisognerebbe fare tesoro di quello che si ha ereditato.Chi ha vissuto da vicino la campagna elettorale per il "SI", sicuramente si sarà accorto con quale passione civile molte donne e uomini si sono impegnati per raggiungere il successo.Sommato al 25%di votanti,potrebbe diventare il primo valore trascinante per ripartire.
Fecondiamo consapevolezza.CIAO
utente anonimo

#14    14 Giugno 2005 - 11:23
 
ciao. io sono cristiana cattolica. ho pianto alla morte del vecchio papa. nel mio piccolo ho portato il lutto, senza pellegrinaggi.
domenica ho votato 4 sì al referendum.
non ho, certamente, apprezzato le campagne pro astensionismo con frasi e immagini che vogliono colpire la coscienza (...)
non riesco a dare tutta la colpa del fallimento di questo referendum alla chiesa, perchè nella realtà in cui vivo, sono molto più le persone - per la maggior parte atee - che non hanno voluto informarsi, che hanno preferito le scuse come: "non trovo più la tessera elettorale" o "sarò fuori città" a quelle che mi hanno contestata dicendo che non vogliono figli a la carte. questi ignoranti, a molti dei quali voglio bene lo stesso, non si fanno scuotere da queste possibilità di scegliere... e paradossalmente scelgono anche per me... è questa l'amarezza più grande: sentirsi "vittime" delle non scelte ignoranti
carla
utente anonimo

#15    14 Giugno 2005 - 12:11
 
caro milton, sinceramente temo che la battaglia (o la sconfitta) sulla legge 40 non sia sufficiente a creare un partito del 25% o del 5%.

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#16    14 Giugno 2005 - 16:35
 
non lo è di certo, avy. Potrebbe avviare però un processo suscettibile di sfociare in qualcosa. Si percepisce aria di qualcosa che somiglia ad un nuovo partito d'azione o altra entità del genere
carla: neanch'io penso che la chiesa sia stata determinante nel risultato del referendum. Nulla può esserlo, determinante, oggi: dovrebbero esservi sentimenti forti, attenzione, princìpi che non ci sono.
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#17    06 Luglio 2005 - 10:25
 
leggo solo ora il tuo bel pezzo che condivido in toto
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