milton

25/02/2006
i piani alti della cassazione

photo by tracey baranA qualche giorno di distanza, dust settled, mi sembra si debbano scrivere poche cose sulla faccenda della famosa sentenza della Cassazione sul rapporto sessuale con una adolescente. Tutte molto preoccupate, e tutte discordanti con il coro unanime della stampa italiana.
La prima: è inaccettabile che vi siano ( come testualmente in tutti i pezzi giornalistici in onda o stampati, come in conformità ad una velina ) “piani alti” della Cassazione legittimati a decidere che una sentenza debba essere “coperta di ignominia” ( sono sempre le testuali parole dei resoconti giornalistici ). Evidentemente, forgiata dalle improprie polemiche ad opera del Presidente del Consiglio e del Ministro della Giustizia, si è costituita -in modo del tutto illegale- una sorta di “cupola” della Corte di Cassazione che si ritiene in grado di giudicare le sentenze dei colleghi e dare loro l’imprimatur di correttezza politica o, viceversa, stampigliarvi il timbro della censura o additarle al pubblico ludibrio per poi consegnarle subito all’oblio nei sotterranei del palazzaccio.
La seconda: è agghiacciante che l’intera opinione pubblica italiana ( neanche a dirlo, senza avere letto e quasi sempre senza conoscere neppure i princìpii della normativa vigente ) insorga e copra di insulti una sentenza penale della Corte suprema di legittimità solo perché questa ha affermato, in sostanza, che ogni fatto di violenza sessuale va valutato nelle sue proprie caratteristiche, che vanno esaminate le risultanze di causa e dialetticamente raffrontati, ai fini della pena da irrogare, gli elementi a favore e quelli a sfavore dell’imputato. E’ parso che ci siano delitti ( quali la violenza sessuale ) rispetto ai quali l’allarme sociale ( o il birignao politico-giornalistico ) è tale che alla responsabilità dovrebbe accompagnarsi una pena “automatica”, che tratti magari nello stesso modo -ai fini della pena, attenzione- lo stupro di una bambina rapita per strada ed un rapporto consensuale che abbia incluso una qualche modalità non condivisa dal partner ( perché secondo la giurisprudenza è violenza carnale anche una variante di un rapporto consensuale con il coniuge rispetto alla quale non vi sia stato il suo espresso ed inequivocabile consenso ). Ciò fa dell’accusa di violenza sessuale un’esperienza kafkiana, anche alla luce di un diffuso sentire secondo cui il testimone -che è sempre “la” testimone e che, per ovvii motivi, spesso è l’unico- non va neanche interrogato a fondo per non urtare la sua suscettibilità e non fargli/le rivivere il trauma sofferto.

09:33 | politica | # | commenti (16)

14/02/2006
vault radio

Un sogno transgenerazionale è quello di prendere parte a quei famosi concerti che -spesso organzzati in festivals- si tennero in California tra la metà degli anni '60 e la metà dei '70. Moltissimi furono organizzati da Bill Graham, il più grande live promoter della storia, al secolo Wolfgang Grajonza, emigrato dalla Germania nazista, che comprò quello che sarebbe diventato il leggendario Fillmore West di San Francisco tenendovi i più famosi concerti dell'epoca di Grateful Dead, Jimi Hendrix, Otis Redding, Janis Joplin, Muddy Waters, Buffalo Springfield, Big Brother and the Holding Co., Who, Bruce Springsteen, Jefferson Airplane, Moby Grace, Cream, Byrds, CSNY, Butterfield Blues Band, Quicksilver Messenger Service, Steve Miller Band, Country Joe, Captain Beefheart e tanti altri. Morto Graham, il suo enorme archivio di fotografie di scena, posters e biglietti -dalla caratteristica grafica psichedelica oggi nuovamente à la page- ed altre memorabilia è in vendita online sul sito wolfgangvault.com. La cosa magnifica è che è ora operativa una radio online, Vault Radio, che trasmette senza interruzione una selezione continuamente rinnovata di brani dal vivo inediti tratti dall'archivio di Graham, not sweetened or polished. Come ascoltare una radio rock americana dell'epoca. Durante l'ascolto di un brano, in una finestra appaiono i dati del concerto che si sta ascoltando ed il link agli originali posters vintage ed ai biglietti dello stesso, il che -furbata a parte, trattandosi di materiale in vendita- mi piace moltissimo, accentuando la suggestione del flashback...

06:42 | musica | # | commenti (10)

11/02/2006
pianolina

                                 

18:07 | varie, musica | # | commenti (3)

nuovi giocattoli

                  courtesy The Sandmonkey

17:03 | politica | # | commenti (8)

10/02/2006
mad money

Ogni sera, dal lunedì al venerdi -i giorni di apertura delle Borse- su CNBC ( edizione originale USA, non nel palinsesto europeo ricevibile da noi via satellite ) va in onda Mad Money, uno strano show tenuto da un guru finanziario a nome Jim Cramer. Sul fenomeno Cramer ha scritto Luca Sofri sul suo blog ( non ho ancora letto il pezzo su Vanity Fair ) con toni che non condivido; meglio, penso che Sofri dìa enfasi agli aspetti più superficiali della faccenda ed ometta l’essenziale. L’one man show s’incentra sulla fervida e spettacolare raccomandazione quotidiana di alcuni titoli quotati a Wall Street e sul Nasdaq. Cramer consiglia di acquistare o vendere determinate azioni in modo aggressivo e seducente, e le sue raccomandazioni vengono immediatamente rilanciate, in tempo reale e in forma sibillina, da tutte le agenzie informative finanziarie ( “A Cramer piace X”, “A Cramer non piace Y”) . Il programma viene irradiato quando formalmente i mercati USA sono chiusi, ma così in pratica non è perché, in realtà, le contrattazioni di borsa non si chiudono mai. Non solo perché sui mercati finanziari globali non tramonta mai il sole ( quando è chiusa New York sono aperte le borse orientali, poi quelle europee, poi riaprono gli USA e via senza soluzione di continuità ), ma anche perché negli stessi Stati Uniti si può seguitare a negoziare ( c.d. “extended hours” ) sino alle 8 p.m., a trasmissione già in corso. I prezzi delle azioni magnificate da Cramer ( pumping ) s’impennano subito del 10% circa, ed il contrario accade a quelle che il guru consiglia di vendere. La perturbazione del mercato è tanto più vistosa quando –come spesso succede, e sono i casi più gravi- le società di cui Cramer parla sono piccole, perché l’ondata di ordini destabilizza in modo più forte l’esiguo mercato del titolo, il cui volume cresce improvvisamente a dismisura. Non è neanche il caso di dire cosa questo significhi: Cramer sarebbe praticamente in grado di realizzare guadagni immensi con uno schiocco di dita, e con lui chi, a vario titolo, possa essere a conoscenza di quanto andrà a dirsi nelle trasmissione. Guadagni conseguibili con risibile facilità ed incontrollabili: chiunque può compiere operazioni in pochi secondi dal computer di casa o farle compiere da un prestanome. Ogni sera si consuma un vero scandalo che rivela l’ipocrisia dei controlli della tanto celebrata SEC ( l’organo americano di controllo sulla borsa ).

00:36 | varie, politica, tv | # | commenti (1)

07/02/2006
più autocensura per tutti

"Il concetto di diritti umani è una invenzione giudaico-cristiana e quindi
è una cosa che l'Islam non può ammettere"
( Sa'id Raja'i-Korassani, Delegato permanente della Repubblica dell'Iran all' ONU ).

"Tutto ciò non ha nulla a che fare con la satira politica ma solo
con la stupidità, un'infinita faziosità e uno straordinario cattivo gusto" ( F. Cicchitto, sulla parodia tv della madre del Presidente del Consiglio ).


Gira per internet una vignetta a firma del disegnatore Mauro Biani che ben rappresenta la risposta di ambienti della satira italiana ai drammatici avvenimenti di questi giorni. Stile e contenuto sono, per la verità, straordinariamente simili alla produzione corrente sui giornali di Paesi arabi dove non c’è libertà di pensiero, di espressione e tantomeno di satira ma, guarda caso, abbondano le vignette antiamericane o antiebraiche. A parte il valore artistico, di cui non voglio occuparmi ( salvo notare che, come di frequente nella vignettistica totalitaria di tutte le epoche, che non stima gran che il lettore, la figura -in questo caso il soldato americano- è disegnata in modo da suscitare nel popolino odio e repulsione ), sarebbe interessante chiedere all’autore quale legame vede tra inermi vignettisti danesi e l’amministrazione USA -che come si sa ha adottato una posizione sin troppo anodina, “prudente” e disimpegnata sulla faccenda- oppure tra l’intervento in Iraq e la pubblicazione di cartoons su tabloid scandinavi. Quel che mi inquieta davvero, però, non sono vignette eventualmente brutte e/o stupide ( ve n’erano anche tra le pietre dello scandalo in corso ) od i soliti blog filoislamici che le pubblicano, quanto quella che è la reazione di una parte della satira italiana alle violenze squadristiche islamiste contro i diritti civili e politici in occidente. Su tale atteggiamento è eloquente uno scambio di lettere pubblicato nel blog dell'ottimo Roberto Grassilli ( verso cui nutro ben maggior interesse ), in cui non a caso si richiama con ammirazione, tra l’altro, un Cacciari che a Fahrenheit, su rai radiotre, giorni addietro non trovava di meglio, con quello che sta accadendo, che imbastire una supponente filippica contro i vignettisti danesi “cretini”  ed “ignoranti”. Apprendo quindi con sgomento che una parte della nostra satira deplora la faziosità ed auspica che si evitino tematiche che possano considerarsi delicate od offensive della sensibilità di qualcuno; aspira a “rifuggire da qualsivoglia scontro” e cerca rifugio nella “gentilezza”, nell’”educazione”, nell’”attenzione all’altro”. Infine, addirittura, “invoca la censura” ( “dei centri nervosi sui nostri poveri cervelli incandescenti”, puntualizzazione rassicurante ). Saggi e paciosi proponimenti che certamente piaceranno non solo a governanti liberticidi ed in genere ai titolari di qualsivoglia potere politico e religioso, ma tutto sommato anche alla grande maggioranza della gente, che –diciamocela tutta- ama il quieto vivere e la finta satira da Bagaglino, e si turba o s’infastidisce di fronte agli eccessi ( “ecchecazzo” ) di chi provoca e disturba. Del resto le brave mamme d’antan, quando i bimbi litigavano, non sceglievano di allungare un ceffone proprio a quello che, se pur con ragione da vendere, aveva “provocato” l'altro più intollerante, suscettibile, lamentoso e violento ("lo sai com'è fatto quello, no?")?

21:07 | politica | # | commenti (9)

05/02/2006
la voce dell'himalaya

Mattina trascorsa a studiare; come colonna sonora, BBS ( Bhutan Broadcasting Service ) dalla capitale bhutanese Thimphu, ascoltabile live su internet. Il sito è questo, mentre questo è il sito dell’unico internet provider bhutanese, Druknet, nella cui colonna di destra si trovano i link realaudio o winamp. Si tratta di un ascolto assai affascinante: il Bhutan è una piccola monarchia buddista rimasta fuori dal mondo  -favolistico shangri-la perduto tra enormi montagne himalayane- sino a pochi anni orsono, ed è ancor oggi ad esso collegata solo dai due aerei della piccola compagnia nazionale Drukair. La televisione è nata solo cinque anni fa e trasmette per poche ore, alla sera. Pochissimi hanno un collegamento internet e quindi importantissimo è ancora, specie in montagna, l'ascolto della radio
I programmi di quest'ultima prevedono molta musica, anche tradizionale ( quella che ovviamente ricerco ), e sono nella lingua nazionale dzongkha, nei principali dialetti locali sharchhop e lhotsam ed in inglese. Qui è il palinsesto ( ora italiana +5 ) . Il segnale è abbastanza stabile e l’ascolto piacevole ed aromatico.

16:13 | radio | # | commenti (4)

04/02/2006
gli imam danesi e le false vignette

illustrazione di Laila EssaidiLa faccenda dei cartoons danesi e della "rivolta" islamista ha, rispetto a quanto la gran parte dei media fa credere, molto più a che fare con la crescente intolleranza delle autorità religiose islamiche insediate nei Paesi occidentali. Non ho letto sui giornali italiani una circostanza secondo me molto importante. In molti si saranno chiesti perchè il bailamme sta montando dopo mesi dalla pubblicazione su Jyllands Posten delle vignette ( 30.9.2005 ). La spiegazione la si può trovare nelle raccolte dei mesi scorsi dei giornali danesi: il tabloid Extra Bladet pubblicò il 12.1.2006 un reportage molto dettagliato sulla campagna che un gruppo di imam residenti in Danimarca aveva iniziato a condurre nei Paesi arabi sul preteso vilipendio di Maometto e della religione islamica ad opera delle famose vignette. I leaders islamici, visti frustrati i loro tentativi di far limitare in Danimarca la libertà di espressione e di satira, avevano intrapreso un tour del mondo musulmano per suscitare ribellione e misure di boicottaggio nei confronti del loro (?) Paese. Il bello è che Extra Bladet pubblicava le fotocopie del rapporto che gli imam portavano con sè nel loro giro: le stesse sono consultabili sul sito web del giornale e si può verificare che gli agitatori aggiungevano alle vere vignette pubblicate tre mesi prima da Jyllands Posten ( che erano queste ), delle altre, estremamente rozze e volgari e verosimilmente fatte da loro, che avrebbero dovuto nelle intenzioni scatenare la rabbia nei Paesi islamici, come è puntualmente avvenuto. Eccole ( 1 e 2) : raffigurano rispettivamente un Maometto con l'appellativo di "pedofilo" con due bambini in pugno ed un fedele in preghiera abbracciato da tergo da un cane. Mi pare superfluo aggiungere altro.

11:08 | politica | # | commenti (3)

02/02/2006
lurpak has pride of place

Questo blog acquista da sempre con fedeltà e soddisfazione prodotti danesi. 
Non saprebbe vivere senza i morbidi piumini danesi ed il burro Lurpak ( a mani basse il migliore, anche nella versione leggermente salata ). Sarebbe un altro se non fosse cresciuto con i mattoncini Lego. Ha sempre una Ceres strong in frigo e non manca mai, quando capita, una breve sosta ammirata dinanzi ad una vetrina Bang & Olufsen.
Questo blog ha il fondoschiena posato su una sedia Fritz Hansen disegnata da Arne Jacobsen, l'uomo che ha creato anche i più bei bicchieri che blu e verdi fanno capolino dalla credenza dove sono custoditi anche i classici biscottini danesi al burro.
Questo blog ha orrore del boicottaggio islamista in corso ed ammirazione verso il Paese civilissimo e tollerante donde queste meraviglie provengono.

18:45 | politica | # | commenti (3)

 




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