Letti con incredulità su dagospia alcuni stralcii del libro appena uscito di alain elkann. Tralasciando il solito evento cultural mondano, questa volta più routinier, moscio e deprimente che mai, sono assolutamente strepitose la mancanza di grazia e l’inutilità dello scritto. Avevo tentato in un paio di occasioni di ascoltare la rubrica di libri che elkann cura su radio24, finendo con l’assopirmi: non era stato tuttavia sacrificio vano essendomi tornato alla memoria quell’approccio parruccone e barbogio alla letteratura gabellato come vera cultura da certe mie vecchie insegnanti democristiane e sorottimiste del classico. Elkann sarebbe stato il loro alunno ideale, così signorile e disimpegnato: non avrebbero visto giusto però, perché ciò che dovrebbe essere imperdonabile persino nell’ambiente che elkann mostra di prediligere non sono i contenuti fessi quanto la totale mancanza di talento letterario.
L’inamovibile ed iperprotetto segretario cognato ( quello dalla bmw 1200rs parcheggiata davanti al portone ) mi porta, tra un cliente e l’altro, il modello Unico della dichiarazione dei redditi, fresco fresco di commercialista. Firmo, come sempre con fatalismo, senza fiatare nè curiosare più di tanto, in corrispondenza delle crocette a matita servizievolmente predisposte: esercito tuttavia, al solito con puerile puntiglio, la scelta del soggetto cui destinare l’otto per mille. A differenza degli anni scorsi, quando trovavo la crocetta vicino a “chiesa cattolica” ed apponevo regolarmente la firma in favore dello Stato, ecco finalmente la crocetta al punto giusto, in corrispondenza di “stato”. Opto invece, non per snobismo ma per valutazioni troppo noiose da spiegare qui, per i valdesi e firmo di conseguenza. Dopo quella che immagino una febbrile consultazione tra lo studio del commercialista ed il mio, il segretario Fay trafelato mi riporta i moduli dicendomi che c’era stato un errore: la pagina con la mia firma per l’otto per mille era stata quindi strappata (!) nella certezza di una mia svista consistita, a quanto mi riferisce il fido Aquascutum, nell’avere io messo la firma qualche millimetro più in basso del dovuto, a suo dire vicino alla dizione “valdostani”. Rifirmo in loro favore sotto lo sguardo incredulo del fighetto, e non sto nella pelle per la curiosità di vedere dove sarà la crocetta sull'Unico dell'anno prossimo.
La storia dell'uso di bombe a base di WP ( fosforo bianco ) da parte dei militari USA nelle operazioni di un anno fa a Fallujah viene in queste ore pesantemente distorta da media e blog di opposto orientamento politico. Sulla base di un preteso scoop di Rainews24 ci si sta da una parte accanendo nel denunziare pretese violazioni, nell'occasione, di protocolli internazionali e di diritti umani ad opera degli americani, mentre dall'altra
-quella del governo USA e dei suoi amici- si tenta di negare l'uso di munizioni a base di fosforo bianco a Fallujah e di ricondurlo ad un mero, innocuo impiego illuminante. In realtà:
1) il preteso scoop, incautamente recepito dai media come tale, non lo è. Già all'epoca dei fatti ( novembre 2004 ) la stampa americana (cfr. il San Francisco Chronicle ) riportò la notizia che era stato utilizzato il WP come arma;
2) il filmato di Rainews24 non riproduce un bombardamento "indiscriminato" a base di fosforo bianco e non è la smoking gun. Basta confrontare le foto riprodotte qui con il filmato di RAinews24 per rendersi conto che ad essere ripreso è un lancio di razzi illuminanti comunemente usati e non letali;
3) un qualche uso del WP come arma a Fallujah è stato a suo tempo riportato da importanti fonti militari USA, come qui sull'autorevole Field Artillery ( cfr. a pag. 26, 9 'Munitions', b 'White phosphorous' ) ed è abbastanza risibile disconoscerlo, come fa oggi l'ambasciata americana;
4) comunque il divieto dell'uso del WP come munizione di combattimento è previsto da protocolli internazionali non riconosciuti da tutti i Paesi ed in particolare non dagli USA ( che vi fecero ricorso anche contro la Germania nella II guerra mondiale ) sulla base di argomentazioni ufficiali reperibili su siti specializzati.
Per il poco che può valere la mia opinione su una questione così importante, l'uso di armi a base di WP in operazioni condotte in zone sia pur sgomberate da civili ( a lungo il governo dell'Iraq e le forze alleate organizzarono lo sgombero della città eletta a quartier generale dei terroristi e che sarebbe quindi stata attaccata ) ma destinate ad essere subito ripopolate dovrebbe essere valutato comunque con infinita prudenza trattandosi di dispositivi che possono provocare gravi danni alle persone anche a distanza di tempo.
Non finisco tuttavia mai di sorprendermi dell'ampia esposizione mediatica di "rivelazioni" ( o presunte tali ) del genere a fronte di ben più asciutti resoconti giornalistici quali quelli sui quotidiani massacri ( questi sì indiscriminati e non solo "collaterali" ) di civili ad opera dei cc.dd. insorgenti iracheni. Nè posso dimenticare lo scempio di "contractors" americani proprio a Fallujah mesi prima, i cui cadaveri furono sezionati, bruciati ed oggetto di vile irrisione di centinaia di persone in strada, per essere poi esposti sul principale ponte cittadino.


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