milton

26/02/2008
pappalardi

E' da mesi che ho la forte sensazione di una infondata prevenzione della Procura della Repubblica e della Questura di Bari nei confronti di Filippo Pappalardi, padre dei due ragazzini scomparsi di Gravina. Impressione determinata dapprima dalla strana esclusione a priori di serie indagini sulla madre dei bambini, che mai ha assunto veste di inquisita ( non affidataria dei ragazzi e quindi che poteva astrattamente essere ritenuta, a differenza del padre, interessata alla loro scomparsa ) e sulla quale erano doverosi sospetti molto più gravi di quelli a carico del Pappalardi ; poi dal pesante intervento della Procura sui giornalisti ( di "Chi l'ha visto?" ) che accennavano a seguire una loro pista e che a seguito di tale strano ed inusitato intervento abbandonarono ogni autonomia di indagine e di giudizio per accodarsi alle veline del Tribunale ; infine dall'arresto di Filippo Pappalardi, fondato praticamente su una sola testimonianza, presa per "oro colato" della Procura, che ha continuato a diramare pesanti dichiarazioni accusatorie su di lui. Ora le mie impressioni sono molto di più dopo il ritrovamento dei corpi dei due ragazzini, chiaramente incompatibile per le sue caratteristiche con la tesi del loro omicidio ( trovati nel centro del paese, in luogo assurdo per un omicidio, perlopiù duplice ) e compatibilissimo, invece, con l'evento di una caduta accidentale, come quella recente di un altro ragazzo. E' evidente che il testimone che da mesi accusa il Pappalardi e riceve credito acritico dalla Procura e dalla Polizia baresi ha riferito il falso, giacchè è la sua testimonianza ad essere incompatibile con la modalità della morte dei due ragazzini; è chiaro, poi, che ha riferito il falso per compiacere qualcuno che ce l'aveva con il Pappalardi e/o voleva sviare su di lui le indagini, riuscendoci.  Procura e Questura, invece, incredibilmente continuano ad accusare il padre dei ragazzi, che dovrebbe essere invece immediatamente rimesso in libertà e poter partecipare al funerale dei due figli, mentre dovrebbe conoscere sfibranti interrogatorii e custodia in carcere chi ha confezionato una falsa ed infamante accusa e tenuto un innocente in gattabuia per mesi. Per tacere di ricerche compiute con i piedi, tanto inefficaci ed impotenti quanto invece puntuti e zelanti sono stati le requisitorie a favore di telecamera e gli interventi intimidatorii.

19:58 | varie | # | commenti (1)

24/02/2008
pennac

L'intervista di Fazio a Daniel Pennac, ieri, lo ha rivelato persona di una noia mortale. Non avendo mai letto alcunchè di suo, ma subìto lo strabiliante pressing pubblicitario in suo favore negli anni scorsi ad opera dei giornali e delle persone che frequento ( il che, di solito, sortisce su di me effetti controproducenti ), non me ne sono stupito più di tanto. E' successo con altre mode letterarie precedenti e successive. Si parlava solo di scuola e di insegnanti, argomento essenziale di una conversazione veramente micidiale. Come quelle che si ascoltano a Fahrenheit, il pomeriggio su radiotre, quando in studio c'è qualcuno in qualche modo collegato al mondo della scuola, certamente l'ambito di attività (?) più improduttivo, autoreferenziale e inutilmente compiaciuto, quindi esiziale per i non addetti ai lavori (?). Che si parli di routine scolastica, problemi sindacali, circolari, graduatorie od in generale di beghe sulle quali nessun altro ( operaio, impiegato, professionista ) avrebbe cuore di intrattenere commensali.

07:51 | | # | commenti (2)

23/02/2008
ibrido

Arriva un momento in cui si deve prendere atto di non avere più la spinta necessaria od il tempo di tenere aperto il blog, i.e. scrivere post "rifiniti", e quindi virilmente chiuderlo ( qui un bell'esempio di chiusura elegante, asciutta e pulita ), oppure di avere voglia d'altro che di chiudere un blog. Il mio caso è il secondo. Sono molto attratto, ultimamente, dai tumblelog, ma c'è qualcosa nella formula che non mi appaga. Per esempio, non vedo per il momento la necessità di sopprimere i commenti. Quindi questo è un ibrido, con tutto quello che ciò comporta. Vedremo.

18:56 | | # | commenti (1)

02/12/2007
the blob

Un viaggio macrofotografico in vivande di carne può far seriamente pensare di diventare vegetariani. D'impulso uno circoscriverebbe la faccenda a cibi conservati americani, ma non so se lo spettacolo sarebbe molto diverso viaggiando in una buona bistecca. 

10:07 | varie, cibo | # | commenti (3)

27/11/2007
arte povera

Ascoltata per radio una delle ultime canzoni di Celentano ( "La situazione, etc."). Non che non lo si sapesse, ma mi stupisco sempre nel constatare che una gran parte del pubblico è costituita da gente del tutto fuori dalla parabola evolutiva del gusto musicale ( e non ) degli ultimi decenni. Quando si celebrano, ad esempio, i Beatles ed agli addetti ai lavori pare di fare un'operazione plebiscitaria e di sfondare porte aperte, non ci si accorge che i più sono del tutto estranei ed irraggiungibili. Proprio come il vuoto pneumatico di cultura e gusto nell'architettura di interni viene riempito perlopiù da manufatti pseudoartigianali di arte povera con buchi finti di tarli inesistenti, così quello di massa di ogni educazione e gusto musicali consente orripilanti mèlange di neomelodico, anni '50 e '60 e generico impegno sociale-ecologista da sabato sera, buoni per genitori che sembrano coevi di Nilla Pizzi e Toni Dallara ( pur essendolo dei Led Zeppelin o dei Clash ) ma anche per i loro sventurati figli, dai quali non è venuta nè può venire alcuna ripulsa delle canzonette pomicione di Mina o dell'impegno alle vongole dello pseudorocker pentito.

17:31 | musica | # | commenti (2)

25/11/2007
forleo

Qualche settimana fa, a Francavilla Fontana (Brindisi), mentre entro nella locale sezione del Tribunale, gli altoparlanti su un'automobile bianca priva di simboli e sigle annunciano per l'indomani, proprio dinanzi al tribunale, un pubblico comizio di solidarietà con la "coraggiosa concittadina", "orgoglio dei francavillesi" Clementina Forleo. Ho la netta sensazione che costei, sin dalla sua prima, strana apparizione ad Annozero in cui solidarizzava "troppo" e persino fastidiosamente con De Magistris ( molto più pacato, abbottonato e serio di lei ), pensi ad una clamorosa uscita dalla magistratura con simultanea candidatura elettorale. Cercherò di approfondire sullo strano comitato di solidarietà formatosi a Francavilla; il suo linguaggio ed i toni apparentemente "prepolitici", ma anche gli orientamenti conosciuti della Forleo e persino il genius loci della piccola città, suggeriscono di pensare ad ambienti di centrodestra.

08:31 | politica | # | commenti (2)

16/08/2007
c'è bollani

Sarebbe bene che gli organizzatori di concerti estivi gratuiti prendessero atto che Bollani
-oltre che grande pianista jazz- è una star pop ed un comico allo stesso tempo, e muove ( anche grazie a Repubblica Bari, un tempestivo articolo della quale funziona ormai come fanfara per le moltitudini cittadine ) folle adeguate ( già da settimane circolava il "c'è bollani" che è pure una sorta di imperativo: bollani è divenuto per i più sinonimo di pianista jazz, e si legge riscontro immediato ed entusiastico anche in occhi altrimenti vuoti o sbarrati al tuo nominare ogni altro ottimo musicista ). Non era lecito che mi attendessi da un piano solo gratis di ferragosto algide meraviglie che ascolto in questi giorni su disco, ma titubavo temendo ormai noiose gags come con la banda osiris, e speravo che il pianista facesse premio sul cabarettista. Non è andata così avant'ieri sera a Locorotondo, ma non è andata male, solo il primo sembra di questi tempi ossessionato dal percussionismo e dal samba. Passerà. Generoso com'è, organizza i bis come un referendum sul Bollani che piace al pubblico, prendendo diligenti appunti e cercando di soddisfare tutti con un buffo medley. Il risultato è ciò di cui non dubitavo: un plebiscito a favore del cabarettista: il pubblico vuole solo sentirsi a zelig o da fiorello ( rifugge dalle cose più colte come quelle con Riondino, roba intellettuale da radiotre ), non cerca gli sfottò più belli e ribaldi, ma proprio l'imitazione dei fredbuongusto e paoloconte ("lo fa uguale!", "che ridere!"), non allusioni minimamente cattive come l'esilarante parodia di Jarrett ( che pressochè nessuno capisce, ma nondimeno si sbellicano vedendo il didietro, come in K.J., agitarsi sinuoso ) o quella appuntita dei furbi pianisti à la mode come Allievi o Einaudi ( sentita alla radio, con lui che, chiamandosi appunto Ulderico Garzanti Diotallevi, suona vacuità da bambini dai nomi etnico-altisonanti sfogliando supponente spartiti grandi come tomi ), che nessuno chiede ed infatti, da vero democratico, lui non fa. Vado via contento, solo un po' frustrato, ligio ai voleri alla strabocchevole maggioranza che, sfollando dopo aver intonato "O sole mio", si dirige veltroniana verso orecchiette e gnumerelli, alla faccia degli snob, giustamente contenta di sè ( i lettori di Repubblica Bari sono sempre nei posti giusti a fare le cose giuste, id est plebisciti politici o musicali ).  Grande invenzione il jazz. 

18:51 | musica | # | commenti (2)

20/03/2007
privacy

L’ultima del Garante per la Protezione dei dati personali ( relatore Mauro Paissan, già direttore del “Manifesto” e parlamentare dei Verdi, che con la vicepresidenza della Commissione di vigilanza sulla Rai certamente fornì a suo tempo le tranqullizzanti credenziali necessarie al ruolo che dal 2001 ricopre ) ha suscitato giustamente scandalo per il precipitoso intervento a tutela della riservatezza dei personaggi pubblici ed a discapito del diritto all’informazione. In realtà, a ben riflettere, la “privacy” ha da noi avuto sin dal principio un’accezione conservatrice ed antidemocratica,  più compressiva di diritti che espansiva degli stessi. Ricordo di avere notato, praticamente subito dopo le prime norme in materia, in un contesto sociale meridionale solitamente torpido nel recepimento di novità legislative, un’accoglienza entusiastica e persino istintiva della nuova problematica, soprattutto tra i burocrati di ogni livello. Pareva non stessero aspettando altro che potere, con le sopracciglia aggrottate ed espressione enigmatica, accampare una formuletta magica ( “per la pràivasi” ) per omettere un adempimento, negare una informazione od una certificazione, risparmiare anche solo un gesto. Negli ultimi anni abbiamo poi assistito ad un'evoluzione della normativa nel senso contrario rispetto a quello che avrei auspicato: invece di conoscere di più del nostro prossimo ( come si dovrebbe in una società in cui, come si dice, si è sempre più interconnessi e i rapporti sono sempre più veloci ) si è incallito un guscio di protezioni che paiono fatte apposta per tutelare i furbi ed i prepotenti ai danni dei più deboli. Mentre nessun serio ostacolo è stato frapposto alle pesanti intromissioni di quelli che si suole chiamare “poteri forti” nelle vite dei cittadini, questi sono stati sepolti da montagne di moduli ed adempimenti inutili e ridicoli, moderna manifestazione della immarcescibile passione nazionale per i barocchismi cartolari e la sistemazione delle scartoffie come surrogato della sostanza delle cose.  Gli adempimenti a tutela della privacy sono quindi divenuti parte dell’armamentario esoterico dei consulenti e dell’incomprensibile scadenzario burocratico e, nella loro pletoricità, ulteriore fonte di ingiustizia, incoerenza, contraddittorietà, insincerità nel rapporto tra cittadini ed amministrazione. Io, per esempio, non potrei tenere fascicoli in vista sulla mia scrivania nè ( orrore ) portarne uno a casa per studiarlo la domenica, chè mia moglie potrebbe sbirciare dei nomi nell’intestazione, e ciò mentre invece indiscriminate moltitudini percorrono corridoi di ogni tribunale tappezzati di faldoni su cui spiccano i nomi dei contendenti, od ascoltarne le vicissitudini entrando indisturbati in qualunque aula.
Visto quello che di ipocrita ed inutile la tutela della privacy è divenuta nel “diritto vivente” e nella vita di ogni giorno, non stupisca, quindi, che le menti del suo “Garante” siano politici un tempo rivoluzionari, cresciuti nella camera di compensazione della vigilanza sulla Rai ed oggi disponibili a simili compiacenti provvedimenti. 

16:18 | politica | # | commenti (6)

23/02/2007
telefonate

Poco prima dell'epocale voto al Senato pensavo ad una cosa che aveva detto Cossiga il giorno prima, e cioè che Berlusconi gli aveva telefonato per chiedergli di votare a favore del governo. La solo apparente stravaganza dell'iniziativa si spiega, secondo me, col fatto che verosimilmente B. non salta dalla gioia per la crisi in questo momento, certo com'è che il centrosinstra è molto più bravo a farsi autonomamente del male di quanto non sia lui a farglielo, e non era tutto sommato ancora cotto a puntino ( p.e., la nascita del partito democratico dovrebbe essere il colpo di grazia per il centrosinistra sia ala luce del dato di comune esperienza del fallimento elettorale di quasi tutte le fusioni nella storia politica italiana che per le ulteriori scissioni a carico di ds e margherita che ciò inevitabilmente determinerà, etc. )

00:23 | politica | # | commenti (9)

 

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